lunedì 27 luglio 2015

Una tavola colorata


La vacanza continua, la lista dei posti visitati e delle spiagge in cui abbiamo fatto il bagno si allunga, ma le cose che restano da fare sono ancora molte e il tempo sembra non bastare mai.

Ormai ci siamo pienamente adeguati ai ritmi locali...

Il pranzo quando solitamente siamo abituati a bere il caffe' del pomeriggio e la cena quando ormai il sole e' tramontato da un pezzo.

Del resto il caldo sembra non dare tregua e concedersi una cena al fresco della sera e' quello che ci vuole.

Assaporare i sapori locali e i piatti tipici della cucina, permette di conoscere ancora di piu' il Paese che stai visitando.

La Sicilia da questo punto di vista ha molto da offrire:

Granite al gelso nero,
Gelato al pistacchio di Bronte,

e ancora...

Cannoli con ricotta fresca,
Arancini,

Pasta alla Norma con melanzane e ricotta salata,
Ricci di mare....

e mi fermo perche' ho gia' l'acquolina in bocca!

lunedì 20 luglio 2015

Charlotte alla Crema di Latte


In vacanza le giornate seguono ritmi diversi.

Le priorità cambiano e tutto è molto più semplice.

Innanzitutto il mattino non inizia più con il suono della sveglia, la colazione è lenta e si assaporano le cose con molta più calma.

Sarà l'aria del mare, ma anche il caffè sembra avere un sapore diverso, migliore se possibile.

Il tempo dedicato a decidere l'outfit della giornata si riduce drasticamente: costume, pareo e infradito saranno la divisa per i prossimi giorni.

L'orologio rimane sul comodino, niente orari da rispettare e nessun programma prestabilito.

Il portatile è rimasto a casa, in riposo dal lavoro anche lui.

Il cellulare invece ci segue per tutte le vacanze, ma per la maggior parte del tempo è dimenticato nella borsa, sotto il telo per la spiaggiae la crema solare.

Le giornate scorrono veloci, ma le viviamo più intensamente e con maggior consapevolezza, per incamerare tutta l'energia che il sole e il mare sprigionano con tutta la loro intensità.

All'appello mancano solo pinne e maschera, e poi siamo pronti per affrontare un altro giorno di vacanza!

E' un "duro" lavoro, ma qualcuno dovrà pur farlo!

lunedì 13 luglio 2015

Plumcake Integrale con Ricotta e Semi di Papavero


Il giorno della partenza per le vacanze si sta avvicinando, la meta è fissata, gli spostamenti programmati e le aspettative sono ai massimi livelli.

Sul calendario è iniziato il countdown ed è arrivato il momento di fare i conti con la valigia.

Esistono diversi tipi di viaggiatori, e, tra questi, c'è chi detesta preparare la valigia.

Io faccio orgogliosamente parte di coloro che partirebbero con lo stretto necessario: spazzolino, costume e un paio di infradito!

La ragione non mi ha mai permesso di affrontare un viaggio con questo bagaglio a dir poco essenziale, e così ogni anno mi ritrovo ad affrontare questa spinosa questione.

La teoria per preparare una valigia perfetta la conosco nei minimi dettagli:

1. Pianifica quello che indosserai (e non stipare la valigia di cose inutili)

2. Fai una lista e spuntala ogni volta (la memoria non è un'alternativa valida)

3. Lascia dello spazio libero per i souvenir e lo shopping (che sicuramente farai)

4. Piega con cura i capi e arrotola magliette e felpe (ottimizza gli spazi!)

5. Sistema le scarpe e il beauty sul fondo della valigia, poi jeans e gli altri capi che non temono le stropicciature e per ultime le cose più delicate (come il sistema feudale, anche la valigia ha una gerarchia)

I presupposti per un risultato soddisfacente ci sono, purtroppo quello che manca è la voglia!

E così, ogni volta, mi ritrovo a poche ore dalla partenza a non avere ancora messo niente in valigia; il risultato è sempre lo stesso: una valigia piena di cose che non userò e che torneranno a casa senza mai essere state indossate.

Ma quest'anno le cose saranno diverse, me lo sento, la valigia è già li, aperta, pronta per essere preparata con razionalità e soprattutto per tempo.

Adesso però è tardi, ci penserò un altro giorno...

lunedì 6 luglio 2015

Crostata con Marmellata di Prugne

In spagnolo aspettare si dice "esperar", perché in fondo aspettare è anche sperare.
(Anonimo)

Avete mai calcolato quanto tempo della nostra vita lo passiamo ad aspettare qualcosa o qualcuno?

Non credo che ci sia un calcolo esatto, ma sono quasi sicura che quando aspettiamo con trepidazione qualcosa, il tempo rallenta.

Minuti che sembrano ore e giornate che trascorrono con l'intensità di un intero anno.

L'attesa trasforma gli istanti in eternità!

Le lancette dell'orologio sembrano non muoversi mai, e il display del telefonino segna sempre la stessa ora.

Vorresti manipolare il tempo, spostarlo in avanti, per scoprire ciò che ti aspetta o ciò che aspetti, rompere le regole dettate da minuti e secondi e dimenticare le ore infinite dell'attesa.

E invece, siamo costretti ad aspettare, impotenti, senza poter cambiare il corso degli eventi in balia, ancora una volta, del tempo.